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Messaggio Da Beatrice Dom Mar 23, 2008 10:51 pm

Innanzi tutto, mettetevi comodi, con pop corn e patatine…
Cari amici, è davvero uno schifo, a noi dispiace usare sempre la parola schifo, ma non riusciamo proprio a trovare un sinonimo che renda “tanto quanto…”
Chi ci segue, conosce le nostre lotte, i problemi, gli attacchi ai governanti italiani, sempre in nome di un infanzia poco considerata, sempre in nome dei nostri bambini, scomparsi, sotratti, maltrattati e violentati…
Spesso abbiamo telefonato alla Camera dei Deputati (06-67601) o al Senato (06-67061), chiedendo di poter parlare con qualcuno, siamo sempre riusciti a parlare SOLO con le povere segretarie …
I Deputati e i Senatori ci riferivano essere sempre MOLTO IMPEGNATI … GIA’ IMPEGNATI… TANTO IMPEGNATI…
Scandalo!!! DORMIENTE1
STRAPAGATI PER DORMIRE
Pubblichiamo alcuni stralci dell’inchiesta “Papponi di Stato”, firmata da Roberto Poletti e Andrea Scaglia: Poletti, eletto deputato nel 2006 con i Verdi, racconta in prima persona la sua esperienza a Montecitorio, svelando per la prima volta dall’interno privilegi e assurdità del Palazzo. La cosa curiosa è, che l’On. Poletti è l’unico Onorevole che “in tempi non sospetti” ci telefonò, e ci sembrò un “gran simpaticone” , ma non credavamo fino a questo punto Scandalo!!! Icon_smile
Leggiamo che racconta il Poletti ? In grassetto-corsivo i nostri commenti…
Questa storia degli uffici dei deputati è davvero curiosa. Si trovano a Palazzo Marini, tre minuti a piedi da Montecitorio. Per mantenerli, lo Stato paga circa 30 milioni di euro all’anno soltanto di affitto. Una decina di anni fa, il già grande complesso è stato addirittura ampliato, adesso è arrivato a 60mila metri quadrati. (…)
La cosa strana è che i nostri Governanti stanno in ufficio dal martedì al giovedì pomeriggio (al giovedì si sente già aria di fine settimana) ciò significa che lavorano 2 giorni e mezzo la settimana. Quando abbiamo letto questa inchiesta (pubblicata sul quotidiano Libero), ci sono venute in mente tutte quelle volte (TANTE) che telefonavamo il lunedì, per riuscire a parlare con qualcuno e ci dicevano che erano in riunione Scandalo!!! Icon_sad Che spreco di spazi inutilizzati, che spreco di danari…
(…) E allora, parliamo del mio nuovo stanzone da deputato: non è niente male. E al terzo piano, stanza numero 321. Due scrivanie, due computer, fax e telefono e stampante, una televisione, un frigorifero. E poi tre armadioni, due sedie-poltroncine di quelle comode, una finestra che dà sul cortile interno. Di cancelleria ce n’è a strafottere: penne, matite, colle stick, forbici, fermagli e graffette e graffettine da graffettare il mondo, sbianchettatori, evidenziatori, persino le gomme blu, quelle per cancellare la penna (e mi chiedo: ma chi è che oggi cancella le cose scritte a penna con la gomma blu, che se non stai attento ti buca anche il foglio? Non lo fanno più nemmeno alle elementari). E poi carta, un mare di carta, fogli, buste grandi medie e piccole, bloc notes, cartelline: d’istinto, mi vengono in mente le proteste della Polizia, che più volte si è lamentata perché non ne hanno nemmeno per fotocopiare i verbali, o le mamme costrette a portare le risme di carta alla scuola del figlio. Qui, invece, siamo sommersi, alla faccia dei boschi rasi al suolo, e meno male che siamo i Verdi. Peraltro, scoprirò poi che la fornitura di cancelleria viene rinnovata ogni tre mesi: ti arrivano gli scatoloni pieni di questa roba e non sai dove metterla, perché del resto ne hai usato un decimo se va bene. E gli scatoloni con i ricambi te li spediscono a qualunque indirizzo, anche a casa. Oppure, se hai un’urgenza, vai direttamente al magazzino, nei sotterranei di Montecitorio. E fai scorta. (…)
Già, in quanti uffici PUBBLICI, mancano queste cose ? Quì abbondano, qui sprecano. Faranno gli aereoplanini o le barchette ? In quante scuole potrebbero servire ? Caserme ? Tribunali ?
(…) Il punto è che questi uffici non li usa nessuno. O si è in Aula, oppure in Commissione, magari in trasferta di lavoro, altre volte semplicemente a casa. Senza contare che c’è l’ufficio del gruppo parlamentare, che sbriga pratiche a richiesta. Oppure quello del partito nazionale, che volendo svolge le stesse mansioni. O l’altro del partito regionale, infine il partito cittadino. E così, la politica italiana è tutta un doppione del doppione del doppione. Risultato: ti aggiri per gli eleganti piani di Palazzo Marini, percorri i corridoi arredati con tappeti e quadri e piante, e subito sei immerso nel paradosso di un dedalo di uffici senza alcuna traccia di lavoratori. Di deputati ne vedi uno ogni tanto, e in genere perché lì ha dato appuntamento all’insegnante di lingua o deve ritirare qualche fax o magari schiacciare un pisolino. (…)
(…) Per di più, una gentile circolare interna ha il piacere di informarmi che, “per consertirti di svolgere con il supporto di adeguati strumenti tecnologici il mandato elettivo”, lo Stato è pronto a coprire una spesa “per l’acquisto di strumentazioni e materiali informatici inerenti la dotazione di una postazione di lavoro” di 3.000 euro. In sostanza, ci regalano il computer portatile più costoso che ci sia. Poi si sussurra che qualcuno, in quella cifra, riesca a farci stare anche il lettore Dvd o la lavatrice, magari strizzando l’occhio al negoziante mentre compila la ricevuta. Ma questa è certamente un’ignobile insinuazione.(…)
3.000 euro per 633 Deputati uguale a ? 1.899.000 di Euri, e alla Polizia postale mancano i Pc per cercare i luridi pedofili. Lo Stato preferisce “regalare” i PC ai Governanti che manco sanno leggere la posta elettronica, che se ben ricordate “è filtrata da noi assistenti”, questo scrisse la segretaria di un onorevole che commentò un nostro articolo che titolava “Turismo sessuale - Buone vacanze ai maiali” commento n. 66
(…) Tra le “dotazioni da ufficio” a disposizione dei deputati c’è poi il collaboratore personale, meglio noto come “portaborse”, termine che non mi piace perché offensivo nei confronti di persone spesso sfruttate, pagate in nero, e magari poi sono loro che redigono i comunicati “contro il precariato” poi diffusi da coloro che si presentano come paladini dei lavoratori senza contratto. Non che io voglia fare il moralista: infatti ne assoldo uno (assumo, in questo caso, è una parola grossa), bravissimo, uno dei tanti studenti che si propongono per arrotondare. Ma mi accorgo che davvero posso farne a meno, e dopo cinque mesi interrompo il rapporto. (…)
(…) Dimenticavo: un altro gadget essenziale per il duro lavoro d’ufficio dell’onorevole è il timbro autoinchiostrante. Io non lo sapevo, poi un giorno vedo due deputati che scherzano, lasciano il marchio dappertutto, «guarda il mio», «ma va, io ci ho messo pure capogruppo», sembrano ragazzini. Incuriosito, m’informo. Mi viene spiegato che va richiesto «giù al magazzino» e te lo fanno avere. Ora, non è che la spesa per i timbri dei deputati sia determinante per incrinare ulteriormente il malmesso bilancio statale, ma a che cosa serve? Forse per evitarci anche la fatica di firmare? Dice: ma allora tu ci hai rinunciato. Io? E perché? Chi sono, il più sfigato? E allora, vai col timbro: “On. RobertoPoletti “. E lo piazzo lì, sulla scrivania. L’avrò usato due volte.
A proposito di timbri, alla Camera c’è anche un ufficio postale, si trova vicino all’Aula. E come funzionano bene le Poste, per noi parlamentari: impiegati gentilissimi, quel cartello con scritto “gli onorevoli deputati hanno la priorità“, chissà mai che qualche dipendente si metta in testa di farci fare un minuto di fila. Ogni deputato ha la sua casella, ti mandano un avviso, “c’è posta per lei “, tu vai e ritiri. Se devi inviare a te stesso lettere o plichi o raccomandate fuori sede, francobolli e tasse varie non si pagano. E a Natale, sono gratis anche i biglietti d’auguri, con il simbolo della Camera dei deputati e un’illustrazione d’epoca: “Caro collega, abbiamo il piacere di comunicarti che per le prossime festività natalizie potrai, come di consueto, richiedere la dotazione annuale a te spettante di n. 100 biglietti medioevalis a colori e n. 100 biglietti medioevalis color seppia”. Scopro poi che nel caso non mi piacessero, ho a disposizione 800 euro da spendere entro l’anno per farmi stampare dalla tipografia interna qualunque cosa voglio.
200 biglietti per Deputato (633) uguale a ? 126.600 - 800 euri per 633 deputati uguale a ? 506.400 euri. E non danno un euro per diffondere i volantini dei bambini scomparsi italiani, le famiglie si devono ARRANGIARE.

(…) Passeggio per il transatlantico e noto tre colleghi che sembrano stiano giocando a figurine, mi avvicino.
� Questa c’è l’hai ?�
� Si, certo.”
� E quest’altra ?�.
� Ma no, non vale più, l’hanno abolita�.
� Ehm, ma io la uso ancora��.
Non sono figurine, ma tessere, tesserine tipo le carte di credito, necessarie per godere di questo beneficio o di quell’esenzione.

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Messaggio Da Beatrice Dom Mar 23, 2008 10:52 pm

Scandalo!!! TESSERINE%20MIRACOLOSE
Tesserine dei miracoli
clicca sull’immagine per ingrandirle
Prima tessera da ritirare, è quella con cui si vota in aula, serve anche per mangiare e bere al ristorante di montecitorio, al self-service, oppure alla bouvette, il mitico bistrot extra lusso dai prezzi di una trattoria di ultima classe. Il conto te lo scalano dallo stipendio, il trattamento riservato ai deputati è di dieci euro, ma il conto per le casse statali è di circa 90 euro a pranzo. La tesserina in questione serve anche per l’aereo gratis, basta esibirla in qualunque biglietteria per fissare il volo senza sborsare un centesimo, altrimenti c’è l’agenzia di viaggi interna al parlamento, che è anche più comoda. A proposito di aeroporti, anche il parcheggio auto, in appositi spazi riservati, è gratuito. Naturalmente anche il treno è gratis, e l’autostrada? Serve il tesserino Aiscat, e la barra si alza senza pagare, volendo si può richiedere pure il telepass, cosi da oltrepassare le barriere senza fermarsi, e lo puoi installare su qualsiasi automobile, anche quella della nonna.
Mmm… se vi dovesse capitare (come è successo a noi del Comitato) di essere convocati, da qualche commissione istituzionale, non sperate neanche lontanamente che LO STATO, vi venga incontro sulle spese dei biglietti del treno. Il 21 giugno 2007, noi del Comitato, andammo alla prima Commissione Affari Costituzionali (su loro richiesta), per dare “i nostri consigli” inerenti alla LEGGE SCOMPARSI, depositando il PROGETTO ANGELA CELENTANO, ovviamente a nostre spese, ognuno di noi si è infatti pagato il biglietto del treno, come sempre…
(…) C’è la sartoria che si offre di confezionarti l’abito su misura con lo sconto del 40%, l’ottico invece ha pensato ad una riduzione del 30%, l’associazione parlamentare amici delle nuove tecnologie garantisce uno sconto del 10% su cellulari e palmari, condizioni agevolate di pagamento arrivano anche da case automobilistiche per l’acquisto di auto nuove presso la rete dei concessionari. Per i libri 20% in meno, che arrivano al 30% per i testi universitari, per i figli dei deputati/senatori. E poi ci sono le mille attività organizzate dal Circolo Montecitorio, quello di via Campi Sportivi, un club elegante, di lusso. Campi di calcetto, golf, palestra, piscina, basket, tennis. Ristorante e club-house. L’iscrizione è gratuita, invece gli ex deputati pagano la modica cifra di 24 euro al mese, non mancano i festini con una di quelle ballerine di lap-dance che si esibiscono dimenandosi intorno al palo. Dulcis in fundo il corso di Pilates, un sistema di allenamento che migliora la fluidità di movimenti e il coordinamento fisico e mentale, che quando c’è da votare altroché se è importante!!.
(…) In caso di problemi di salute, invece, c’è la Card Medital che garantisce un servizio medico d’urgenza 24 ore al giorno 365 giorni all’anno, basta chiamare il numero verde 800652585, struttura privata pagata dallo stato, cioè i cittadini. (…)
(…) La sveglia mi urla nell’orecchio. È martedì, primo giorno della settimana lavorativa di noi parlamentari. Il lunedì? Ma no, il lunedì non esiste. I non romani più coscienziosi lo usano per arrivare in città, ma la maggior parte dei deputati forestieri arriva il martedì mattina, con tanti saluti alle prime riunioni, «che cosa vuoi che sia un’assenza, mica siamo a scuola, e poi se non si va in Commissione non c’è conseguenza sullo stipendio».
(…) Come detto, il martedì mattina c’è la riunione di Commissione. Il primo voto in Aula è previsto per il pomeriggio, e non è raro che si tenga quando la Commissione è ancora in corso. Ma l’Aula risulta sempre quantomeno mezza piena, d’altronde in questo caso c’è la detrazione di 206 euro se non raggiungi almeno il 30 per cento delle votazioni utili, saltare la seduta sarebbe un delitto, anche se in casi estremi puoi portare la giustificazione, e vai a controllare se è vera. Entrano allora in scena i famosi “pianisti”, quelli che votano anche per gli assenti. Non mi dilungo su una questione su cui si è scritto e filmato e sputtanato più volte. All’inizio te la meni un po’, ma quando capisci che il costume è generale - a destra, a sinistra, al centro - ti adegui. Io qualche volta mi sono messo d’accordo con una collega: se non sono presente ci pensa lei, e viceversa. Una volta ho votato io per tutti quelli del mio gruppo.
Legge 6 febbraio 2006, n. 38 - “Disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo Internet” Art. 19 … leggiamo:
1. Dopo l’articolo 14 della legge 3 agosto 1998, n. 269, sono inseriti i seguenti:
“Art. 14-bis. - (Centro nazionale per il contrasto della pedopornografia sulla rete INTERNET) - 1. Presso l’organo del Ministero dell’interno di cui al comma 2 dell’articolo 14, e’ istituito il Centro nazionale per il contrasto della pedopornografia sulla rete INTERNET, di seguito denominato “Centro”, con il compito di raccogliere tutte le segnalazioni, provenienti anche dagli organi di polizia stranieri e da soggetti pubblici e privati impegnati nella lotta alla pornografia minorile, riguardanti siti che diffondono materiale concernente l’utilizzo sessuale dei minori avvalendosi della rete INTERNET e di altre reti di comunicazione, nonche’ i gestori e gli eventuali beneficiari dei relativi pagamenti. Alle predette segnalazioni sono tenuti gli agenti e gli ufficiali di polizia giudiziaria. Ferme restando le iniziative e le determinazioni dell’autorità giudiziaria, in caso di riscontro positivo il sito segnalato, nonche’ i nominativi dei gestori e dei beneficiari dei relativi pagamenti, sono inseriti in un elenco costantemente aggiornato.
2. Il Centro si avvale delle risorse umane, strumentali e finanziarie esistenti.Dall’istituzione e dal funzionamento del Centro non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato.
Chissà chi è quel “pianista” che avrà votato per questa legge che prevede costi NON aggiuntivi per tutelare i NOSTRI BAMBINI ?
(…) E si arriva al giovedì. Fin dalla mattina, si respira l’aria del fine settimana, i deputati che non sono di Roma e dintorni fanno mente locale e si mettono al telefono per prenotare il volo. Si vota dalle undici del mattino in poi, mal che vada c’è un’altra seduta dopo pranzo, verso le tre. Poi comincia il fuggi-fuggi. Vai in guardaroba - lo trovi poco prima del ristorante - ed è pieno di borse, valigie, trolley, pacchi e quant’altro, dal primo pomeriggio si forma una fila anche di un quarto d’ora. I taxi scaldano i motori, gli onorevoli che hanno prenotato lo stesso volo si raggruppano, «parti adesso anche tu? Allora mi unisco, così spendiamo meno». E poi dicono che non tagliamo le spese. (…)
(…) In realtà, qualcuno rimane anche il venerdì. Ma, in tutta onestà, è davvero raro. Sono pochi, in un anno, i venerdì in cui è espressamente richiesta la presenza, chessò, durante la Finanziaria (ne parleremo) o magari per un voto importante in Commissione. Ma, ripeto, sono casi eccezionali, e quando si verificano si limitano alla mattinata. D’altronde, non è che possiamo contarla tanto su: nei primi cento giorni di questa mia prima legislatura, la Camera ha tenuto 36 sedute, equivalenti secondo i calcoli dei giornali a poco più di due ore al giorno di lavoro. E considerando vacanze e feste comandate e ponti e week-end, su un intero anno di attività - dunque da aprile ad aprile - a Montecitorio si è lavorato 160 giorni, vale a dire nemmeno 5 mesi. Quattro mesi e venti giorni in un anno. Poi dice che la gente s’incazza.
(…)La principale preoccupazione dell’ onorevole consiste nell’usufruire di qualsiasi benefit concesso. Davanti alle infinite opportunità offerte alla gentile clientela di Montecitorio, le categorie destra e sinistra, vanno a farsi benedire, lasciando il posto all’unanimità. Litigano su tutto tranne che sulla spartizione.
(…) Lo stipendio del povero rappresentante del popolo ammonta a oltre 20.000 € (ventimila) netti al mese.
Ecco qua, la vergogna immensa in cui versa il nostro Governo, capace solo, di mangiare a sbaffo, di suonare al pianoforte, di sputtanare soldi a destra e a manca, di fregarsene di tutto… I bambini ? Quelle cose piccole che si muovono ? Qualcuno a tempo perso ci penserà…
Adesso potete vomitare le patatine e i pop corn.
Il COMITATO TROVIAMO I BAMBINI
Bambini scomparsi
Diffondete… Diffondete… Diffondete !


Fonte quotidiano Libero del 18 - 19 - 20 marzo 2008 Titolato “PAPPONI DI STATO”:
Chi volesse leggerle tutte per intero:

Papponi di Stato - Prima puntata
tratta dal sito “Sale del mondo”
Papponi di Stato - Seconda puntata
Papponi di Stato - Terza puntata

Papponi di Stato - Quarta puntata

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